Le categorie LMP2 e LMGT3 spiegate
LMP2 e LMGT3: a cosa servono queste classi, chi vi corre, quali telai e vetture, e come convivono con le Hypercar nell'endurance.
Alla 24 Ore di Le Mans e nei campionati di endurance, più categorie condividono la pista. In alto, le Hypercar si contendono la vittoria assoluta. Sotto, due classi essenziali compongono il grosso dello schieramento e offrono gare spesso appassionanti: la LMP2 e la LMGT3. Ecco il loro ruolo, le loro vetture e i loro piloti.
LMP2: prototipi accessibili e omogenei
La LMP2 (Le Mans Prototype 2) è una categoria di prototipi chiusi, più veloce delle GT ma dietro alle Hypercar. La sua grande forza è l'omogeneità: per contenere i costi e serrare il gioco, il regolamento impone un quadro tecnico molto rigido.
- Telaio. In LMP2, il telaio di riferimento è fornito da Oreca, diventato la base dominante della categoria. Questa standardizzazione avvicina fortemente le prestazioni da una vettura all'altra.
- Motore. Un gruppo propulsore comune equipaggia le vetture, il che rafforza ulteriormente l'equità dello schieramento.
- Il risultato. Poiché le auto sono molto simili, la differenza la fanno i piloti, la strategia e l'affidabilità. Le battaglie in LMP2 sono regolarmente tra le più serrate e spettacolari della gara, con decine di sorpassi e distacchi minimi dopo lunghe ore.
Chi corre in LMP2?
La LMP2 riunisce equipaggi misti che associano professionisti affermati e, a seconda delle prove, piloti con uno status amatoriale. È una categoria considerata un trampolino: giovani piloti vi forgiano la loro esperienza dell'endurance e della guida di un prototipo, mentre piloti navigati vi trovano un terreno di gioco molto competitivo. È spesso lì che si rivelano i futuri talenti dell'Hypercar.
LMGT3: i grandi marchi in vetture Gran Turismo
La LMGT3 è la categoria delle vetture Gran Turismo, derivate da modelli stradali sportivi. È qui che si ritrovano le carrozzerie riconoscibili dei grandi costruttori, il che ne fa una classe molto apprezzata dal pubblico e strategica per i marchi, desiderosi di associare la propria immagine all'endurance.
- Vetture di tipo GT3. La LMGT3 si basa sulla regolamentazione GT3, uno standard diffuso a livello mondiale che equipaggia numerosi campionati. Questo apre la porta a un'ampia gamma di modelli di marchi diversi.
- Una grande diversità. A differenza della LMP2 molto omogenea, la LMGT3 schiera vetture dalle silhouette e dai motori diversi. È la Balance of Performance ad avvicinarne le prestazioni per garantire lotte equilibrate.
- Lo spettacolo. Auto più pesanti e meno veloci dei prototipi, ma duelli accaniti e una grande varietà di marchi in pista.
Chi corre in LMGT3?
La LMGT3 impone equipaggi che comprendono piloti di categorie diverse, mescolando professionisti e amatori (la classificazione dei piloti in livelli è propria della disciplina GT). Questa mescolanza obbligatoria fa parte del DNA della categoria: un gentleman driver può condividere la propria vettura con professionisti di alto livello, il che aggiunge una dimensione umana e strategica forte, in particolare nella gestione degli stint e delle condizioni notturne.
Come queste classi convivono in pista
La grande sfida dell'endurance multi-classe è il traffico. Le Hypercar, le LMP2 e le LMGT3 girano insieme a velocità molto diverse. Le più veloci doppiano di continuo le più lente, e ogni sorpasso tra categorie è un momento delicato, soprattutto di notte o sotto la pioggia. La gestione del traffico è una competenza a sé stante: un buon pilota sa anticipare, scegliere il punto giusto per passare e perdere meno tempo possibile. È anche ciò che rende il live timing così prezioso per seguire la gara (vedi la nostra guida per seguire il weekend).
Perché queste categorie contano
La LMP2 e la LMGT3 non sono semplici comparse dietro le Hypercar. Riempiono lo schieramento, garantiscono gare nella gara, offrono un percorso di apprendimento ai piloti e permettono a numerose squadre private e a grandi marchi Gran Turismo di partecipare alla leggenda di Le Mans. Per esplorare gli iscritti, consulta le pagine piloti e costruttori, e rituffati nell'albo d'oro per vedere come anche queste categorie hanno scritto la storia dell'endurance.