Storia della 24 Ore di Le Mans in breve
Dalla prima edizione del 1923 al ritorno della Ferrari nel 2023, percorri le grandi ere e i record della 24 Ore di Le Mans in pochi minuti.
Disputata per la prima volta nel 1923, la 24 Ore di Le Mans è la più antica gara di endurance ancora in calendario e uno dei tre pilastri della Triple Crown dell'automobilismo, insieme al Gran Premio di Monaco e alla 500 Miglia di Indianapolis. Organizzata dall'Automobile Club de l'Ouest sul circuit de la Sarthe, la prova misura fin dalle origini l'affidabilità tanto quanto la velocità: bisogna coprire la maggiore distanza possibile in ventiquattro ore.
Gli inizi: il 1923 e il periodo tra le due guerre
La prima edizione, nel maggio del 1923, è vinta da André Lagache e René Léonard su una Chenard et Walcker. Negli anni Venti e Trenta, la Bentley si afferma come il primo grande marchio vincente, con diversi successi che ne forgiano la leggenda. La gara si costruisce allora attorno all'idea di una vettura di serie spinta all'estremo, su un tracciato che percorre strade aperte al traffico per il resto dell'anno.
Gli anni Sessanta: il duello Ferrari-Ford
Dopo la Seconda guerra mondiale, la Ferrari domina l'inizio degli anni Sessanta con una serie di vittorie. La Ford, irritata da un'acquisizione fallita, lancia il programma GT40 per battere il marchio italiano. La scommessa va a segno: la Ford vince quattro edizioni consecutive a partire dal 1966, tra cui il celebre arrivo in gruppo. Questo scontro resta una delle rivalità più memorabili della storia della prova.
Gli anni Settanta-Ottanta: l'era Porsche
La Porsche diventa in seguito il costruttore più titolato di Le Mans. La 917 apre la strada all'inizio degli anni Settanta, poi le 936 e 956/962 concatenano i successi. Questo dominio si fonda su prototipi resistenti e sull'arrivo del turbo. La Porsche detiene tuttora il record del maggior numero di vittorie nella classifica assoluta.
Il Gruppo C, poi l'era dei regolamenti GT
Negli anni Ottanta, la categoria Gruppo C impone prototipi spettacolari e velocissimi, segnati in particolare dal record di distanza stabilito nel 1971 e poi a lungo imbattuto a causa dell'evoluzione delle chicane del rettilineo delle Hunaudières. Gli anni Novanta vedono alternarsi vittorie di prototipi e di GT, con successi di marchi come Jaguar, Mazda — primo costruttore giapponese vincitore — Peugeot e poi McLaren nel 1995.
L'era Audi e il diesel
A partire dal 2000, l'Audi instaura un dominio duraturo. Il marchio tedesco introduce l'iniezione diretta a benzina e poi, nel 2006, vince la gara con un motore diesel, una prima volta che cambia gli equilibri tecnologici. L'Audi accumula vittorie nel corso del decennio, contrastata dalla Peugeot e dal suo programma diesel.
Ibride, Toyota e il ritorno della Ferrari
Gli anni Duemiladieci segnano l'arrivo dei prototipi ibridi della categoria LMP1, con Audi, Toyota e Porsche. La Porsche si impone più volte prima del ritiro dei grandi costruttori. La Toyota conquista finalmente la sua prima vittoria nel 2018, dopo anni di sforzi, e concatena i successi. Nel 2023, per il centenario della prova, la nuova categoria regina Hypercar attira numerosi marchi e vede la Ferrari tornare alla vittoria assoluta, mezzo secolo dopo il suo ultimo successo.
Qualche punto di riferimento
- Prima edizione: 1923, sul circuit de la Sarthe.
- La Porsche è il costruttore più titolato nella classifica assoluta.
- Il diesel si impone per la prima volta nel 2006.
- Il centenario nel 2023 coincide con il ritorno della Ferrari e l'ascesa della categoria Hypercar.
Per approfondire, consulta l'albo d'oro completo e l'elenco dei record, oppure esplora la nostra sezione storia per rivivere in dettaglio ogni grande periodo.